Russian
English
English
French
Français
Spanish
Español
German
Deutsch
Italian
Italiano
Portuguese
Português

Kazakh
Ққ
Chinese
中文
Arabic
ﺔﻴﺑﺮﻌﻟا
Mongolian
M
Vietnamese
Tiếng Việt
Moldavian
Moldov
Romanian
Română
Türkçe
Türkçe

            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31


Lermontov due secoli dopo, il poeta russo affascinato dall'Oriente

05.11.2014 21:51

Il quindici ottobre di 200 anni fa nasceva il poeta Mikhail Lermontov. "La mia casa è ovunque laddove c'è la volta celeste" Questa riga di una poesia scritta dal 16-enne Mikhail Lermontov è stata presa come titolo per la mostra che Mosca dedica al 200 anniversario della nascita del poeta.

Lermontov è uno dei poeti russi più enigmatici del XIX secolo. Così lo hanno più volte definito i critici. La grande esposizione dedicata all'anniversario, alla quale partecipano 30 musei da tutta la Russia, è chiamata a togliere il velo di mistero presente sulla vita del poeta. Alla mostra sono presentati autografi e disegni di Lermontov, effetti personali, documenti storici e manoscritti unici, edizioni rare, opere d'arte, oggetti dell'epoca, abiti storici e persino armi. Ciò non sorprende visto che uno dei temi della mostra è "Lermontov e l'Oriente".

"Questo tema è incluso nell'enciclopedia dedicata a Lermontov e ad essa si sono spesso rivolti i ricercatori. Ma i loro lavori sono legati prevalentemente al soggiorno di Lermontov nel Caucaso. Il Caucaso è concepito dal poeta come l'Oriente in complesso", fa ricordare Valentina Lenćova, direttore della casa-museo di Lermontov a Mosca.

Lermontov visitò per la prima volta il Caucaso già nell' infanzia. La nonna che lo educava dopo la morte della madre lo portò per le cure a Mineralnye vody. Questa terra bellissima colpì il giovane poeta non solo per la bellezza della sua natura. Il Caucaso fece conoscere a Lermontov come vivono i popoli musulmani dell'Impero russo, come si svolgono le loro feste, cosa glorificano e cosa rimpiangono nei loro canti.

La prima opera di Lermontov, definita dall'autore "novella orientale", ebbe il titolo "Ismail-Bei". Ci furono anche "Cercassi", "Il prigioniero del Caucaso", "Hadži Abrek", la novella "Ashik-Kerib", decine di poesie in cui decanta il Caucaso

"Il Caucaso fu la culla della sua poesia. Nessuno come Lermontov ringraziò tanto poeticamente il Caucaso",scrisse un rinomato critico. Esiste il magnifico "Ramoscello palestinese", poesia scritta da Lermontov nel 1837 sul ramoscello dalla città santa di Gerusalemme attorno al quale tutto è "pieno di pace e di delizia". Il poeta scrisse righe ispirate palesemente dal Corano, sostiene Tamara Melnikova, direttore del Museo di Lermontov della regione di Penza (Russia Centrale):

- Lermontov è autore di un'espressione magnifica: "dobbiamo vivere una vita autonoma e apportare il nostro contributo originale alla vita di tutta l'umanità. A che ci serve seguire l'Europa e tutto il francese?". Ed ancora: "Ho imparato molto dagli asiatici. L'Oriente è uno scrigno che racchiude supreme rivelazioni".

Quando il poeta visito il Caucaso nel 1837, quella terra era percossa da ostilità e Lermontov, giovane ufficiale, andò all'assalto alla baionetta e vide la morte di amici che erano a fianco a lui. Disse allora: "Ho capito la vita". In Lermontov non c'era esasperazione, odio, isteria. Si comportava da degno cristiano, ma imparò a farlo in Oriente.

La prima opera di Lermontov, "Hadži Abrek", fu pubblicata nella rivista il cui direttore era Osip Senkovskij, uno dei maggiori arabisti di San Pietroburgo. Ekaterina Sosnina, rappresentante del Museo di Lermontov di Piatigorsk, ritiene che molte sfumature dell'atteggiamento di Lermontov verso il mondo dell'Oriente non siano state ancora chiarite:

- Tuttora stiamo ancora scoprendo qualcosa. Ecco un esempio: a partire dal 1941 nel nostro museo sono esposti due acquerelli che vengono attribuiti alla penna di Lermontov. La data della loro realizzazione non suscita dubbi, ma la firma di Lermontov vi è assente. Questi lavori non sono stati mai pubblicati né commentati. Con l'aiuto delle tecnologie moderne li abbiamo convertiti in versione elettronica, li abbiamo ingranditi. E su uno degli acquerelli abbiamo trovato nel fondo contorni di tre mausolei di tipo turco. Nelle opere poetiche di Lermontov la parola "mausoleo" s'incontra 10 volte. Si tratta cioè di un'immagine tipica.

Nel 1837, partendo per il Caucaso, Lermontov promette ad un suo amico: "Ti scriverò del paese delle meraviglie, dell'Oriente..." Alla fine dell'anno scrive allo stesso corrispondente: "Ho cominciato ad imparare il tartaro che è necessario qui e in Asia in generale come il francese in Europa... Ho già steso piani di viaggio alla Mecca, in Persia e così via..."

Qui bisogna precisare che allora in Russia venivano chiamate "tartaro" tutte le lingue del gruppo turco. Questi piani, come anche molti altri, non si avverarono. Nel luglio del 1841 Lermontov morì in un duello. Ma la sua poesia, le sue righe-confessione sono rimaste:

Non cerco la fede, non sono profeta,

Anche se tendo con l'anima verso Oriente...

Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_10_14/Non-sono-profeta-anche-se-tendo-con-l-anima-verso-Oriente-5544/

Ricerca
Ricerca Avanzata


Importante
Riferimenti
FAQ
Nuovo
© 2011-2013 Ministero dellEducazione e della Scienza della Federazione Russa
Utilizzando i materiali del sito, fare il riferimento al sito Leducazione in Russia per i cittadini stranieri e notifica dellamministratore e` obbligatoria