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La Russia che parla italiano

26.10.2012 17:32
Sono trascorsi esattamente quattrocento anni dalla stampa del primo Vocabolario degli accademici della Crusca. Quattro secoli di storia che hanno visto la lingua italiana evolversi, cambiare, sopravvivere a tentativi di conquiste e rinascere da moti di indipendenza, fino a prendere forma con Manzoni e con Pascoli, con Internet e la tv. In occasione del XII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (dal 15 al 21 ottobre 2012), la lingua di Dante è stata celebrata anche a Mosca, dove già in passato l'ex presidente dell'Accademia della Crusca, Giovanni Nencioni, aveva siglato dei protocolli di scambio con alcuni importati istituti linguistici e letterari dell'Unione Sovietica.

Oggi l'Accademia della Crusca torna nella Terra degli Zar, ospite dell'Ambasciatore italiano Antonio Zanardi Landi, che a Villa Berg ha voluto celebrare i quattro secoli di storia del Vocabolario degli Accademici: insieme al presidente dell'Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, il 15 ottobre 2012 sono stati siglati tre importanti protocolli di intesa tra l'istituzione linguistica italiana e alcuni istituti di ricerca della Russia. Un'alleanza importante, che sancisce in maniera ancora più profonda lo stretto rapporto che unisce la Russia al Belpaese.

Le celebrazioni della Settimana della Lingua italiana nel Mondo hanno preso poi maggiore concretezza con la presentazione, il 16 ottobre 2012, della ristampa anastatica del Vocabolario degli Accademici della Crusca: un "monumento della storia linguistica e culturale italiana", al quale si ispirarono per secoli gli autori dei vocabolari francesi, spagnoli, inglesi, portoghesi e tedeschi.

Nato da un decennio di studi e ricerche, la pubblicazione "risponde a obiettivi sia scientifici, sia di riaffermazione dei valori civili della lingua".

"Il Vocabolario degli Accademici è stato per secoli un punto di riferimento fondamentale per chiunque volesse scrivere in italiano - ha dichiarato il presidente Nicoletta Maraschio, presente insieme alla poetessa Olga Sedakova, all'italianista Evgeny Solonovich e al direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Adriano Dell'Asta -. Ha dato voce alla nazione italiana ancora prima che nascesse uno stato politicamente unito, divenendo modello dei grandi vocabolari nazionali europei".

Oltre 25mila i lemmi contenuti nell'opera, per un totale di 299 opere menzionate e 62.870 citazioni: numeri eccezionali per l'epoca, se si pensa che un vocabolario oggi conta almeno 80mila lemmi. La nuova edizione, presentata nell'ambito degli eventi della rassegna "ExhibItaly", sarà donata alla Biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura di Mosca.


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